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domenica 2 luglio 2017

E qualcuno continua a credere che i farmaci ci salvano la Vita!

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Pazienti come cavie, formazione e strumenti pilotati: arrestato Fanelli, il “mammo” della terapia del dolore (e altri 18)


Operazione Pasimafi a Parma, Fanelli contava su aiuto della famiglia

Indagati anche moglie e due figli, ognuno con suo ruolo


Guido Fanelli, il luminare delle cure palliative considerato da Procura di Parma e dal Nas il cuore dell'organizzazione scoperta con l'operazione Pasimafi, che ha portato a 19 arresti fra dirigenti medici e imprenditori del settore farmaceutico, e 75 indagati, poteva contare sull'aiuto di tutta la famiglia Dalle indagini risulta che il figlio Roberto era a capo della Crag Up, una delle società di comodo per il riciclaggio del denaro, la moglie di Fanelli, Fiorella Edi Nobili, era invece referente come dirigente medico in Lombardia mentre l'altro figlio, Andrea, avrebbe redatto lavori scientifici richiesti ad hoc dalle case farmaceutiche dall'alto del suo ruolo in una struttura medica di Bologna. Tutti e tre risultano ora indagati assieme ad altre 53 persone. Tutta la famiglia di Fanelli è finita nell’inchiesta: la moglie Fiorella Nobili, primario di anestesia all’Auxologico di Milano, i figli Andrea, anestesista al Sant’Orsola di Bologna, e Roberto, manager farmaceutico. I soldi che entravano nelle ditte in capo a Fanelli, sostengono i Nas, servivano comunque a pagare la strumentazione, la manutenzione e gli ormeggi dello yacht Pasimafi che ha dato il nome all'indagine della Procura di Parma. "Il Pasimafi c’ha il logo della Mundipharma sulla poppa eh!", racconta il professore a uno degli indagati. Ma secondo Fanelli è proprio grazie a lui che l’azienda ha incassato "40 milioni col farmaco Targin: sopra ci sono le mie iniziali", dice. Fanelli è definito nell'ordinanza "un uomo che in modo incessante e, a tratti compulsivo, agisce con tutti i mezzi a sua disposizione per realizzare i propri obiettivi". E tra gli indagati risultano anche altri medici del Maggiore: Luigi Vignali (cardiologo accusato di corruzione), Pierfrancesco Salcuni (chirurgo indagato per abuso d'ufficio), David Salvatore (primario Nefrologia accusato di corruzione); Maurizio Marchesini (accusa di corruzione) mentre per abuso d'ufficio sono indagati Cinzia Domante, Silvia Bettineli, Elisabetta Troglio, Giada Maspero, Maria Barbagallo, il dirigente tecnico Ennio Amori e l'infermiere Matteo Manici (per quest'ultimo l'accusa è di peculato; avrebbe fornito materiale sanitario del Maggiore per la barca di Fanelli). Intanto emerge come l'Azienda ospedaliero-universitario avesse già sollecitato l'università di Parma a sospendere il professor Fanelli dal suo incarico di dirigente della 2a Rianimazione dell'ospedale di Parma. Richiesta avanzata nel 2016 ma mai recepita dall'ateneo parmigiano. Il rettore Loris Borghi è indagato per abuso d'ufficio: secondo la Procura avrebbe commesso reato nella procedura di trasferimento come ricercatore dall'università di Pavia a quella di Parma del medico Massimo Allegri (tra gli arrestati). In ambito universitario, oltre al rettore Loris Borghi, sono sotto indagine Gianluigi Michelini e Giorgetta Leporati (dipendenti dell'ateneo). Nel ramo imprese Fulvio Grondelli, Svitlana Gorenko della Spindial, Mauro Barusi dirigente della Grunenthal, gli informatori scientifici Giorgia Maria Cacciani e Ilaria Guindani, Maria Assunta Martini della Appmed. Nelle oltre 500 pagine dell'ordinanza sui rapporti fra sanità pubblica e imprese farmaceutiche che ha portato all'arresto del professor Fanelli, vi sono anche le intercettazioni choc: "Se muoiono 100 persone con questo filtro non va in galera nessuno...". L'intercettazione, datata 2015, rivela come l'organizzazione considerava il ruolo della ricerca scientifica nel delicato campo delle cure palliative. Una rete rodata, composta da dirigenti medici, componenti del ministero della Salute e 17 aziende farmaceutiche in grado di effettuare - da quanto finora emerso - ricerca non autorizzata su ignari pazienti. I carabinieri guidati dal comandante Gianfranco Di Sario - nei due anni di indagine - hanno intercettato anche 56 conversazioni tra il medico Fanelli e Federico Seghi Recli, dirigente della Molteni, dieci con il business manager Giuseppe Isoni e altri colloqui con dirigenti della ditta di Scandicci. Alla moglie il medico, dopo un incontro con Seghi Recli a Milano, dice: "Ho preso quello che dovevo no? Una ventina di brioches".

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